Descrizione
Può un mito scritto oltre duemila anni fa offrire la chiave per decifrare il buio che avvolse l’Italia nel 1978? In questo saggio, la tragedia del sequestro di Aldo Moro non viene riletta come una semplice cronaca giudiziaria, ma come una struttura simbolica permanente del potere.
La modernità non ha abolito la caverna di Platone: l’ha solo trasformata, sostituendo il fuoco antico con i linguaggi ufficiali e le narrazioni di Stato. Aldo Moro, prigioniero nel non-detto di una cella, diventa paradossalmente l’uomo che vede la luce, mentre il sistema politico resta a fissare le ombre proiettate dalla Ragion di Stato. Un viaggio filosofico che scava tra i faldoni della tragica vicenda per chiederci: siamo pronti ad accogliere la verità quando questa mette in crisi il nostro equilibrio?
In un’intercapedine dello spirito, sospesa tra il cemento e il silenzio, un professore di liceo interroga Aldo Moro. Non lo statista monumentale delle commemorazioni, ma l’uomo che dal buio della prigionia scopre la solitudine del potere e la fragilità della democrazia.
Attraverso la forma del dialogo socratico, questo libro ripercorre i cinquantacinque giorni del sequestro seguendo la mappa della Repubblica di Platone: dalla caverna di via Fani alla visione della luce delle lettere, fino al tragico ritorno tra i compagni rimasti nell’ombra. Un confronto serrato in cui il manoscritto del 1978 e il ritrovamento del 1990 diventano reperti di una civiltà scomparsa, rivelando che la verità, in politica, non è un dato di fatto ma un atto di coraggio che lacera la coscienza.
Esiste una verità che respira sotto il peso dei faldoni giudiziari… il tremore della mano che l’ha incisa nel buio di una prigione.
Davide Gravina, nato a Cosenza nel 1968 risiede a Fuscaldo (CS). Laureato in Storia Moderna e Contemporanea all’Università degli Studi della Calabria è Docente di storia e filosofia presso i licei. Di formazione cattolica – già presidente parrocchiale di Azione Cattolica, è stato iscritto alla FUCI (Federazione Universitaria Cattolici Italiani) e all’ICU (Impegno Cattolico Universitario) – con la passione per la politica. Eletto consigliere provinciale con il partito dello scudocrociato nel 1995, diventa sindaco di Fuscaldo nel 1997. Nel 2001 viene nominato rappresentante alla Comunità Montana dell’Appennino Paolano, e nel 2006 è stato rieletto sindaco. Nel 2010 viene nominato dalla Giunta Regionale della Calabria commissario straordinario del consorzio di bonifica “Valle Lao” di Scalea. Nel 2014 diventa presidente dell’ente consortile vincendo le elezioni con la lista Coldiretti. Ha curato la pubblicazione Comune di Fuscaldo – Rapporto ai cittadini 2011, ha scritto il libro Sulle tracce di Aldo Moro (2017). Ha inoltre pubblicato: Pezzettini di storia – 101 cartoline inviate agli studenti (2020); Dossier – La proprietà del Convento di Fuscaldo (2024); 7 discorsi sulla pace (2025).



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